TERRA DI MISTERI è una collana di romanzi gialli interamente ambientata in Friuli Venezia Giulia.
Nata dalla penna di Francesca Raffaella Guerra e dalla volontà dell'editore F. Paiani la collana vuole ri-dare vita a una Regione a volte sconosciuta attraverso le indagini del giornalista e blogger Manuél Feruglio, ex ispettore di polizia catalo-friulano di origini cividalesi.
Feruglio e la sua squadra si vedono chiamati, a volte per amicizia, a volte per caso, sempre per comprovata arguzia, a risolvere misteri e "cold cases" che li portano di volta in volta a scoprire paesaggi, costumi, storie e genti che meritano il "ritratto" che Francesca Guerra ha voluto dadicare loro.











-1- In Onore a Caino
In questo primo romanzo impariamo a conoscere il personaggio chiave dell’intera serie: Manuèl Feruglio.
Manuèl è un ispettore di polizia e famoso saggista. Risiede a Barcellona da quando, ancora bambino, ha seguito in Spagna la madre che è fuggita dal marito Carlo Alberto, ricco possidente terriero, traditore e violento.
Manuèl vive in compagnia di Cal, suo cane di razza carlino e il giorno in cui lo incontriamo, riceve un telegramma dove gli viene annunciata la morte del padre.
Partito per Cividale, al suo arrivo ritrova le persone, i luoghi e i traumi della sua infanzia. La voglia di fuggire è forte, ma dovrà rimanere perché una donna gli rivela che forse Carlo Alberto è stato ucciso.
Manuèl comincia così ad indagare. Incapperà nei meccanismi delle agenzie matrimoniali, in una maga esperta di sortilegi, in una spirale di omicidi sepolti e vendette a lungo premeditate:una girandola di fatti e misfatti che lo condurranno a risolvere il giallo legato alla sua famiglia.
Alla fine, compreso che quella era la sua vera terra, si troverà di fronte a una importante decisione da prendere.
-2- Morte di un'Ape Regina
Manuèl rompe con il proprio passato e decide di trasferirsi in Friuli, ancora indeciso sul proprio futuro lavorativo: infatti non potrà più essere un ispettore di polizia ma, grazie a una importante eredità paterna, ha la possibilità di riflettere con calma.
Decide di trascorrere il week end a Duino e cena in un locale del porticciolo. Al tavolo vicino al suo, una comitiva di ragazzi e ragazze parlotta per tutta la sera e l’argomento principale è una leggenda legata alla Dama Bianca, il fantasma di una giovane donna che aleggia tra le rovine del castello che si trova proprio alle spalle del ristorante e si affaccia a picco sul mare. Una bionda del gruppo, Ilaria, sfida gli altri a seguirla tra le rovine.
All’alba del giorno seguente, Manuèl viene svegliato dalla sirena di una volante, che si ferma sotto alla finestra della sua camera. Sceso in strada, si rende conto che i membri della comitiva hanno accettato la sfida e che Ilaria ha perso la vita precipitando in acqua.
Grazie alla recente amicizia col Questore di Trieste, Manuèl si infiltra nelle indagini e, sentiti i ragazzi, emerge che Ilaria potrebbe non essere stata vittima di un incidente, bensì di un omicidio. Inizia quindi un’indagine dell’ex ispettore che si cala nel mondo dell’adolescenza da dove emergono passione, odio, superficialità, vendetta. Il suicidio di quello che diventa il sospettato numero uno scatena una caccia che si concluderà con un escamotage scenico alle rovine del vecchio castello, dove il vero assassino sarà catturato e la sua agghiacciante confessione lascerà Manuèl a bocca aperta in quanto a crudeltà e determinazione.
Sulla via del ritorno verso Cividale, Manuèl si imbatte in un clochard intento nel buttarsi dalla scogliera. Dopo un corpo a corpo, il nostro convincerà lo sconosciuto a seguirlo a casa, con la promessa di un pasto e di un rifugio dove trascorrere la notte.
-3- Il Sussurro del Legno
Sono trascorsi alcuni mesi dalla soluzione del caso di Duino.
Manuèl ha accolto Meo, il clochard, a casa propria e tra i due è nata una grande amicizia.
Intanto, Manuèl ha aperto una testata giornalistica regionale on-line, ilbenandante.it che ha già grande seguito.
Un cercatore di tartufi allerta la polizia: il suo cane ha trovato uno scheletro in un bosco nei pressi di Tarcento. Manuèl, che ormai ha stretto un sodalizio con De Dominici, Questore di Udine, inizia le sue indagini.
Rotti i sigilli attorno al luogo del ritrovamento dello scheletro, trova un piccolo gnomo di legno all’interno della buca. Uno gnomo che si rivelerà essere solo il primo di una lunga serie che accompagnerà altre morti sospette e violente tutte collegate a Eder Del Fabbro. Eder era un giovane circense scomparso da Tarcento trent’anni prima, forse vittima dell’invidia per una presunta vincita alla lotteria, nonché proprietario dello scheletro sepolto.
Fanno da sfondo all’intera vicenda la profonda amicizia tra un uomo anziano e un ragazzo emarginato e il legame perverso e maligno di un trio di giovani rampolli: due fronti assai diversi nel cui mezzo irromperà, a trent’anni dal misfatto, la personificazione della vendetta.
-4- La Pettinatrice di Bambole
Alla “squadra” di Manuèl si aggiunge Paco, fraterno amico del giornalista, giovane web-designer da quindici anni in sedia a rotelle.
Manuèl riceve la lettera di un ergastolano non vedente, Pellegrino Cimolais, in prigione per il presunto omicidio della sorella Ancilla, anch’essa cieca.
Pellegrino invita il giornalista ad indagare sulla morte di Roberta, una giovane avvocatessa morta in un incidente d’auto proprio mentre cercava le prove dell’innocenza dell’ergastolano.
Manuèl e Meo si avventurano a Frisanco, paese d'origine di Pellegrino. Lassù scopriranno la storia di vita di Ancilla, stimata creatrice di bambole nonostante il grave handicap e quella di Anita Boer, sua collega scomparsa pochi giorni prima dell'omicidio Cimolais.
Una suora, cugina dell'avvocatessa, parlerà di riti di stregoneria perpetrati in quei luoghi nel 1648 ed emergerà una setta “dormiente”, custode di un pugnale forgiato per dei sacrifici umani legati alla propiziazione della fertilità dei raccolti.
Il giornalista scoprirà la verità a un soffio dalla morte, svelata da una innocente filastrocca per bambini.
-5- Sulle tracce del Leone
Manuèl e i suoi sono invitati in un Casone di Marano dove si inaugura la personale di un pittore, Titta Brambilla.
Proprio all’inizio della manifestazione, un gruppo di bambini, giocando, lascia cadere un drappo dietro al quale si scopre il cadavere del pittore. Le indagini si concentrano immediatamente su Rudi, l’assistente del Maestro, che è irreperibile, ma presto Manuèl giunge alla conclusione che il ragazzo è scomparso.
Studiando la vita di Brambilla, emerge che l’uomo è inglese e ha cambiato il proprio nome dopo essersi trasferito in Friuli.
Proprio dall'Inghilterra era atteso all’inaugurazione un importante storico, che ha incentrato la carriera sul naufragio di Riccardo Cuor di Leone di ritorno da una crociata: un episodio storico i cui contorni non sono mai stati del tutto chiariti.
Manuèl si rende conto, grazie a degli indizi che emergono strada facendo, che forse Titta aveva scoperto delle importantissime novità sul naufragio, così determinanti da poter distruggere la carriera dello storico: ottimo movente per un omicidio.
Il giornalista segue dunque le tracce del Leone, andando a caccia di verità storiche tali o presunte, mentre i suoi collaboratori sono alle prese con cacciatori di frodo e tradizioni di pesca legate a Marano.
Un giallo dalle mille sfaccettature che si risolverà soltanto nell’ultima riga.
-6- Il Postino di Vienna
A Gorizia per accompagnare Meo a un concorso di cucina, i tre amici si imbattono in un uomo accasciato sul marciapiede che giace in una pozza di sangue. Giunti in ospedale, Manuèl controlla il portafogli dello sconosciuto per poter contattare qualche parente e dai documenti apprende che si tratta di un austriaco di nome Klaus Gruber e da una business card risale alla pensione dove alloggia.
La pensionante racconta al giornalista la strana storia di quell’uomo.
Gruber, ex-postino, spinto da una inspiegabile sensazione, aveva stipato per decenni delle lettere inviate con regolarità a una donna, il cui indirizzo risultava inesistente, così come mancavano generalità e indirizzo del mittente. L’unica traccia era costituita dal timbro di Gorizia.
Solo una volta andato in pensione si era deciso ad aprire il baule in cui erano stipate e leggendole, con stupore si era reso conto che Miriam, l’autrice delle missive, poteva essere la chiave di volta di un mistero legato a lui e alla sua famiglia.
Manuèl inizia le indagini, condotto per mano dai misteriosi disegni di una bambina di tre anni dall’ex manicomio della città sino alla villa di una famiglia colpita da tragiche morti violente.
Un giallo che metterà a dura prova lo scetticismo del giornalista rispetto a certi fenomeni che valicano i limiti dell’umana percezione.
-7- Requiem per il Bastardo
Una coppia di anziani coniugi è tormentata da fenomeni paranormali che si scatenano nella loro vecchia casa e i tre investigatori vanno in loro soccorso, scoprendo ben presto che a Toppo, in concomitanza con l’inizio delle manifestazioni, è stato trovato il corpo di uno sconosciuto sepolto sotto la bara di una cittadina defunta da decenni.
Si aprono due indagini in contemporanea: la caccia ai fantasmi da una parte e quella all’identità dell’uomo ucciso, che dovrà portare al colpevole, dall’altra.
A causa di un incidente stradale emerge che le presenze sono in realtà del tutto terrene: si tratta infatti di un tranello ordito a scopo di lucro, che culminerà però in un duplice omicidio. Intanto, dello sconosciuto si delinea il luogo della morte, la fornace di Toppo, si ritrova un orologio da taschino e, grazie ai ricordi di un pittoresco ex locandiere triestino, se ne ricostruisce la storia nei giorni immediatamente precedenti il decesso.
I finti fantasmi vengono arrestati, mentre lo sconosciuto pare destinato a rimanere tale, ma una coincidenza colta al volo da Manuèl stravolge l’intera vicenda: le due indagini diventano improvvisamente sorelle e conducono alla stessa mano macchiatasi di sangue, che non mostrerà fino alla fine un briciolo di pentimento.
-8- L'Oro di Zucchero
La scomparsa di Mara, cartomante conosciuta da Manuèl durante le indagini legate alla morte del padre, conduce i tre a Sacile. La donna recentemente si occupava di una zia malata ricoverata in una casa di riposo dove emerge che poche settimane prima era deceduto un giovane volontario, apparentemente per cause naturali legate al diabete. Una infermiera riconosce Manuèl, lo ferma e a fior di labbra gli suggerisce che il volontario, con cui Mara aveva stretto amicizia, forse è stato vittima di un omicidio e gli da appuntamento per raccontargli dei suoi sospetti. Poche ore più tardi, però, l’infermiera viene trovata uccisa ed è ormai chiaro che Mara è coinvolta in un caso ancora tutto da svelare.
Entra a questo punto in gioco la figura eterea di una giovane maestrina morta tanti anni prima, di nome Virginia Vazzoler, chiamata da tutti Lili Marlene per via del suo vestirsi in stile anni ’30. La maestrina, sparita da Sacile per un periodo, era tornata in città presentandosi coperta da una lunga veletta nera, che nascose per il resto della sua vita il bel volto a chiunque. Attorno a lei, che regalava le caramelle ai bambini, si schiude il mondo occulto di una confraternita segreta che praticava la variolizzazione, tenuta ancora in vita da un manipolo di discepoli nascosti dietro a ogni angolo di Sacile e soprattutto nelle sue viscere. Manuèl si calerà e attraverserà infatti i cunicoli antichi della città dove sarà gravemente ferito ma riuscirà a riportare alla luce la verità.
-9- Valandra!
Manuèl Feruglio corre a Forni di Sopra: il padre dell'inseparabile amica Alba ha rinvenuto una mummia in uno stavolo disabitato. Non si tratta del cadavere di un comune povero diavolo, bensì dei resti di una SS. Sulle tracce di quella guardia, presto si scopre che indagava anche un detective romagnolo, trovato crocifisso a un abete proprio accanto allo stavolo, nel 1980.
La figura di una misteriosa Signora triestina che aveva incaricato il romagnolo di trovare la SS, trascina Meo nel capoluogo, dove emerge la storia tragica della famiglia Sonnino, finita sterminata ad Auschwitz perché custode di un preziosissimo segreto.
Si uniscono all'entourage di Feruglio Guelfo Cipressini, padre coraggioso e simpatico del detective defunto e Duilio Supan, inquilino della Signora nonché indispensabile memoria storica degli accadimenti riguardanti la cattura dei Sonnino.
Intanto entrano in scena due figure controverse che conducono una vita apparentemente parallela alla storia, quella di Valentino Mondini, detto Valandra, il “perdigiorno”, e quella di suo zio Fioravante, disertore mai scovato e colpevole di omicidio in Belgio, che come il gatto e la volpe stringono un sodalizio col vecchio parroco di Forni.
Sullo sfondo della vicenda vediamo morire una ricca giovane donna berlinese, nascere una pericolosissima spia nazista e sparire dalla circolazione un elemento che ritornerà alla ribalta, creando sgomento e chiudendo il cerchio narrativo, nelle ultime due parole del testo.
-10- Via dei Glicini n. 8
Il Questore di Udine De Dominici, grande amico del giornalista Manuèl Feruglio, decide di ritirarsi per stare vicino alla giovane figlia, dopo l'improvvisa morte della moglie. Prima di andare in pensione, però, vuole sentirsi a posto con la coscienza e chiede a Manuèl di indagare su un quadruplice delitto avvenuto a Fiume Veneto, sulla cui soluzione nutre forti dubbi.
Una strage famigliare, della quale sono rei confessi due coniugi di mezza età, è al centro di "Via dei Glicini n.8".
L'autrice, per la prima volta attinge da un reale fatto di cronaca nera italiano, di cui conserva diverse caratteristiche, ma che manipola, plasmando i ritratti dei personaggi veri, aggiungendoli ad altri partoriti dal suo estro creativo.
Attraverso tre colpi di scena, Feruglio giunge a una verità scomoda e dolente, alla base della quale, incredibilmente, giace l'Amore.
-11- Ciò che resta di Manon
Manon è scomparsa da una festa in maschera in una villa nobiliare del Friuli.
Tre generazioni di donne hanno cercato di conoscerne il destino, ma solo la più giovane, dopo aver rischiato la vita, ha incrociato
Manuèl Feruglio lungo il suo cammino.
Ernest Hemingway, un vestito prezioso, un ciondolo a forma di piuma, uno struggente suicidio e una lettera apparentemente innocua sono gli ingredienti dell’undicesima indagine del giornalista e blogger italo-catalano, questa volta impegnato nel vasto palcoscenico della pianura friulana.



